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sVikolate

1° maggio a Intra
Quando si organizza qualcosa insieme ad altre persone spesso ci si sente responsabili della buona riuscita, così sabato mattina quando il tempo si mostra molto più clemente di quanto gli esperti avevano paventato l'animo è più sollevato.
Verso le 10 saliamo in barca con tutta l'attrezzatura per una tre giorni con bambini. Questo vuole dire sacchi a pelo, stufetta, succhi, caramelle, tonnellate di giocattoli, computer per i cartoni, ecc.
Rizziamo tutto e molliamo gli ormeggi, grazie all'attrezzatura "Easy" del Viko ogni preparazione alla vela può essere fatta in navigazione.
L'idea della sVikolata originaria si è un po' persa, rimane però lo spirito e così l'appuntamento è a Belgirate con il Trombo e salendo verremo raggiunti da Mattuan che partirà solo verso le 15, ma forte della sua velocità ci raggiungerà prima dell'arrivo a Intra.


Alle 11 il vento è assente e cominciamo a smotorare, in breve tempo passiamo Angera e con essa la zona delle calme tropicali. Prima l'apparente cala impercettibilmente poi arriva a zero e finalmente inizia a segnare da poppa. Ai nostri 5 nodi se ne aggiungono altri 3 è il momento di issare le vele, andiamo al vento e con una veloce manovra la randa è a segno e vista la direzione del vento esce dal suo sacco anche il gennaker.
Le bimbe sono stupende come sempre, salvagente alla piccola e tutta la famiglia si porta a prua ad ammirare il panorama da sotto la "velona" azzurra. In 1 ora e 40 minuti siamo a Belgirate dove il Trombo ci aspetta per il pranzo. 10 minuti di "circlyng" aspettando che un motoscafo se scosti e ci lasci il posto al pontile e siamo ormeggiati all'inglese.
Qui conosco un nuovo amico "l'amico Frizz", velista esperto, skypper di professione, lacustre di adozione, montagnino di nascita e profondo conoscitore delle tematiche inerenti i pranzi al sacco; se ne esce con una serie di formaggi e salumi spettacolari. Quasi mi vergogno a esporre la mia caciottina e i prosciutti in vaschetta. Meno male che la birra che ho portato è fresca. Caffettino al "solito posto" e alle 15, sotto minacce di temporali vari, diamo vela. Mattuan è appena partito, ma viaggiando con medie sopra i 6 nodi, ci raggiungeranno al traverso di Intra.

Il vento è salito fino a 12/15 nodi lascio quindi perdere il gennker e, per facilitare il riposino delle bimbe, prendo anche una mano. Comunque viaggio a 4,5 nodi e quindi è inutile forzare. Il Trombo si diverte a superarci, risalire di bolina e tornare a raggiungerci, Mattuan si comincia ad intravvedere a poppa.
In un batter d'occhio siamo in vista del porto, il sole sta calando e la stanchezza comincia a farsi sentire, la voce amica di Beppeg chiama al telefono e ci indica quali ormeggi ci sono stati assegnati. È il mio primo atterraggio con il Viko non nascondo che sono un po' emozionato, mi allineo con l'imboccatura ed entro. La calma del porto ci avvolge subito e la figura rosso vestita ci indica dove attraccare. Ormeggio quasi da manuale e subito vado con Beppeg ad aiutare gli altri ospiti nell'ormeggio.
alle 19, espletate le formalità, con una serie di aperitivi, ammazziamo il tempo aspettando gli amici che arriveranno via terra.
Cena semplice ma fantastica nel barettino del porto e a mezzanotte... tutti a ballare! Ci becchiamo infatti una notte con vento di traversia e saltiamo letteralmente tutta la notte.

Al mattino spossati ma comunque contenti facciamo colazione e partiamo. La meteo non è delle migliori e preferiamo per una rotta più tranquilla verso le isole e Feriolo rimandando i castelli di Cannero ad un'altra volta.
Mattuan e noi ci dirigiamo verso isola Madre per aggirarla e fare due fotografie il Trombo tenendosi sotto Verbania dirige direttamente a Feriolo, il vento, intorno ai 10 nodi da SE nel golfo entra nel golfo in modo ottimale per farci fare un lasco fino alle isole e poi poppa piena, e Vikolocorto con Cinzia al timone da il meglio di se. Sosta per il pranzo ai pontili che sono stati appena installati.

Si fa tardi, il vento è sul naso e ho poca benzina. Parto quindi prima degli altri che con le loro barche più grosse non avranno problemi a raggiugermi. Piovigina e fa freddo la famiglia si accuccia sotto i sacchi a pelo e io mi attrezzo per una lunga navigazione solitaria. Il Trombo e Mattuan intanto ingaggiano una sfida di bolina che vedrà il primo prevalere. Alternando motore e vela raggiungiamo Monvalle dove lasciamo il primo partecipante alla sua boa e proseguiamo solo a motore perché il vento è calato molto, Mattuan invece continua a risalire di bolina.
Verso Ranco Cinzia mi da il cambio per una mezz'ora, ma ormai il grosso è fatto. Attracchiamo a Lisanza dopo 4 ore di navigazione durissima, rassettatina alla barca, assistenza all'ormeggio di Mattuan che nel frattempo è arrivato e via al Germagna dove una colossale fiorentina ci aspetta come premio. Alle 21 siamo già belli che cotti, Paola ci lascia per tornare a casa e noi ci prepariamo per l'ultima notte in barca. Proviamo anche a guardare un film, ma la tranquillità del lago e la pioggerella che tamburella sulla tuga...

Lascio per ultimi i ringraziamenti a Beppeg che ci ha accolto nel suo porto organizzando splendidamente gli ormeggi e soprattutto la cena.



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