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Aspirina
Un uomo e il suo Viko
Ali di farfalla

L'uscita del 20 aprile non era andata male. Una brezza leggera ci aveva accompagnato tutto il pomeriggio e il nostro barchino filava via in mezzo al Trasimeno tranquillo senza che ci facesse impegnare troppo in manovre e virate. Come tutte le domeniche c'era l'allenamento della Classe Meteor per la Regata Nazionale che si svolgerà proprio a fine maggio a Castiglion del Lago e, visto che eravamo partiti per primi, chiotti chiotti, senza farcene accorrgere, cercavamo di matenere il vantaggio. Avevamo, casualmente, scelto il lato del lago più ventoso e velocemente ci siamo trovati in netto vantaggio nell'approssimarsi a metà percorso per l'isola Polvese.

Tommaso, come sempre, brontolava tutti sulla lentezza delle manovre in pozzetto, ma mica siamo in Marina Militare??!!!. Non fate caso al vang montato male, abbiamo provveduto prontamente alla sua sistemazione la settimana successiva. Non avevavmo capito che, non avendo lo strozzascotte, era prevista la manovra in pozzetto.
Bando alle ciance, ad un certo punto sul lato destro del lago si vede una striscia nera. Un rafficone di vento stava muovendo le sue acque. Si vede un Meteor buttarcisi dentro e, tutto sbandato e in men che non si dica, supera tutti. In un battibaleno raggiungere l'isola Polvese. Così è il lago!

Presi dalla gara solo "virtuale" perché gli altri nenche ci "vedevano" ci siamo buttati anche noi sul lato destro del lago cercando di entrare nelle grazie del vento, ma il tragitto era troppo lungo e non ce l'avremmo mai fatta ad entrare sulla scia del Meteor. Nel frattempo, mentre eravamo lì sul decidere cosa fare, si vede sopraggiungere un altro Meteor in velocità. Ci raggiunge, ci guarda, studia il nostro barchino e, come per dire "ti fumo quando voglio" torna indietro. Un pò di delusione, ma il Merteor era veramente "armato" da gara, superfice velica maggiore, due soli membri dell'equipaggio, vele tecnologiche, insomma potevamo solo soccombere. La Rachele ha immortalato la faccia insoddisfatta del "primo marinaio".

Mentre la Rachele continua il suo servizio fotografico decidiamo di rientrare. La seconda uscita con Aspirina ci aveva comunque soddisfatto ed era andato tutto come previsto: un barchino semplice, agile, divertente, insomma un piccolo grande yacht di neanche sei metri.

Un pò peggio è andata nel "ponte della Liberazione". Il 26, sul lago c'erano 25 nodi di vento tanto che, nel corso manifestazione area che si svolge sulle rive del Trasimeno tutti gli anni, diversi aerei avevano avuto difficoltà nell'atterragio e nel decollo. Avevo preferito andare il 27, visto che le previsioni davano la giusta brezzolina che fa divertire. Siamo partiti, come al solito, alla grande e fiduciosi.

Arrivati in mezzo al lago nelle prime ore del pomeriggio, calma piatta. A dire la verità non ci siamo mai fermati, ma più che a veleggiare ci siamo divertiti a vedere le evoluzioni degli aerei sul lago. Poi è scoppiato un incendio, tutti gli aerei rientrati e si vedeva solo il Canadair che riempiva la sua pancia d'acqua per lo spegnimento. Non saremo mai abbastanza grati verso questi "angeli" del cielo che proteggono i nostri boschi e la natura dalla scelleratezza degli uomini.

Mentre si cerca il modo di passare il tempo andando alla ricerca un refolo di vento qua e là, le acque del lago cominciano a muoversi e si alza un bel grecale. La barca comincia a sbandare e noi, pronti, ci mettiamo tutti in posizione di richiamo. Mollo un pò la scotta della randa e prontamente il "primo marinaio" ruota dolcemente il timone "puggiando". Lo sbandamendo diminuisce considerevolmente. Siamo incerti sul da farsi, proseguiamo per l'isola Maggiore di bolina o torniamo indietro di gran lasco? Ormai sono le cinque passate ed è quasi l'ora di pensare al rientro. Peccato. questa bolina poteva mettere alla prova la nostra dimestichezza con questo nuovo barchino.

Il rientro al gran lasco è stato veloce, oltre i 3 nodi, e tranquillo. Il "primo marinaio" ha mantenuto l'andatura a "farfalla" per tutto il tempo con precisione cronometrica ed è stato un gran divertimento. Peccato che il grecale non si sia alzato prima. Alle sei e mezza eravamo in porto.

Follonica e la Toscana
Qualche immagine di Follonica e ricordatevi, per arrivarci la campagna senese è d'obbligo con le sue meravigliose abbazie: San Galgano, Sant'Antimo, Monte Oliveto Maggiore.
Il Varo di Aspirina al Trasimeno

Pasquetta in barca era saltato. Il tempaccio ci aveva costretto tre giorni in casa e la mente tornava allo scorso anno quando sole e caldo ci avevano assistito nella consueta gita pasquale al Trasimeno.

Rimaneva il mio compleanno, il 30 marzo e finalmente il bel tempo e il caldo sono arrivati e  ……….ci hanno accompagnato tutta la giornata. Ne avevamo proprio bisogno perché le cose da fare erano tante: “Aspirina”, il nostro nuovo barchino doveva essere armato , varato e provato in acqua. Caricata l’auto e partiti alla buon ora, nonostante l’ora legale, alle dieci eravamo lì. Tommy è stato il primo a salire in barca ed io ed Elena ad allietarci della bella giornata che si stava profilando:

Ripassate bene le fasi dell’alberatura nel Manuale del Proprietario, si mette tutto “in chiaro” e si tira su l’albero, operazione facile grazie alla cerniera posta sulla sua base, ma sempre un po’ delicata per paura che sfugga qualcosa di “mano”:

Si fissano le sartie e si comincia la regolazione. All’inizio l’albero sembrava torto, poi ci siamo accorti che le sartie basse erano regolate male. Sospiro di sollievo e alla fine, regolazione perfetta:

Si fissa il paterazzo, anche se sapevamo che con la gru si sarebbe dovuto sganciare. A proposito di gru è svanita la speranza di varare la barca con il carrello. Dei due scivoli presenti al Circolo Velico l’unico agibile è quello “fatto male” dove anche un fuoristrada fa fatica a tenere la barca: “troppo ripido” e non c’è niente da fare. Comunque nessun problema, al Circolo Velico Castiglionese vari e alaggi sono liberi, gratuiti e disponibili tutto l’anno! Questo perché le molte barche da regata non hanno antivegetativa e devono essere alate e varate tutte le volte, ma anche grazie alle scelte del Consiglio e della disponibilità di Livio, il nostro “marinaio”. Nel frattempo, mentre i maschi lavorano, le donne hanno trovato la posizione a loro “più congeniale”:

Si aggancia  il boma e si armano le vele, verificando l’issata e l’ammainata:

E’ tutto pronto, si aggancia la barca all’auto, ma…….tutti a tavola, l’Elena ci chiama a raccolta. Noi siamo paninari, ci si siede in riva al lago dove un bel pranzo di compleanno, torta inclusa, ci attende:

Terminato il pranzo si parte in direzione della gru, attraversando tutto il Circolo Velico:

Le solite manovre di rito e poi Hissa e Oh, come il famoso sito nautico francese:

C’è sempre un po’ di apprensione quando si vede la barca sollevata e si tira un sospiro di sollievo quando….la si vede in acqua:

 

Si prova il motore, che dopo i controlli effettuati, parte alla prima e ci si prepara alla partenza. Per questa prima volta abbiamo deciso di andare soli io e Tommy. Volevamo provare la barca in tutta sicurezza. Ce ne siamo pentiti quando eravamo in mezzo al lago…..siamo dovuti tornare dopo tre virate perché ci aspettavano. Se almeno avessimo  portato dietro anche le donne saremmo potuti rimanere un po’ di più perché era veramente bello!

 

Via, si parte!

Una leggera brezza si è alzata in questo momento, speriamo bene!

Ci troviamo in mezzo a due barche che fanno scuola e ci ingarelliamo. Aspirina raggiunge in un attimo il Meteor. Benché ci sia una leggera brezza riusciamo a fare due nodi e mezzo: poco sbandamento, poco scarroccio. Siamo veramente contenti di come risponde il barchino: agile, veloce, leggero. Tiene bene anche sulle onde del traghetto. Tutti i timori insinuati da chi, probabilmente, della vela conosce poco, o fa delle proprie esperienze le uniche valide ci hanno abbandonato in un attimo. Perfetto, è il barchino per noi. Peccato è già l’ora di tornare:

Si ormeggia e si piegano le vele:

Qualche foto al barchino. Ci sembra bellissimo!

Anche le donne di casa sembrano contente…..o solo perché, a questo punto, è l’ora di andare!

 

Arrivederci a presto Castiglion del Lago