La pagina personale di:
Agosto 2009 - Costa Azzurra

Rientrati la notte scorsa abbiamo riportato Sirio al lago.
Dopo 16 giorni di permanenza in mare e una sul carrello
La costa azzurra la conosco molto bene un po' meno il Viko che al lago abbiamo potuto godere non cosi' frequentemente.
Ci siamo rifatti al mare ecco il nostro progetto di fuggire dalla paludosa laguna intrinseca di ragni ha avuto successo non appena dopo un viaggio infinito sentivamo il profumo del mare e la bellezza di un vero porto (non me ne voglia Paddy ma sono un nostalgico).
Dopo esserci ripresi dallo shock del viaggio decidiamo di dormire in barca sul rimorchio e procedere alle operazioni di alberamento e varo barca il giorno successivo.
Il porto di Nizza è ben attrezzato e la sorveglianza notturna come in tutti i porti francesi è sempre presente. Considerate che di notte a nizza non è sempre piacevole passeggiare. Delinquenti e ubriachi sono ovunque.
Comunque tutto sommato riposiamo qualche ora e il giorno seguente presi i dovuti accordi con la capitaneria (burocrazia francese) ci concedono l'utilizzo della gru e finalmente Sirio tocca l'acqua salata
La goduria è massima, un po' meno il posto che ci riservano per la notte. Praticamente sulla "Qua Cassini" la parte piu' dentro la città.
Infatti la sera il marciapiedi (la nostra banchina) è la tipica passeggiata.
Un po' disorientati, abituati tutto l'inverno nella nebbia e triste sponda lombarda ( non me ne voglia Paddy ) decidiamo di mangiare fuori.

Il giorno dopo lo dedichiamo al relax e ai preparativi per la crociera.
E' incredibile che in soli due giorni due persone ci abbian chiesto di noleggiare il nostro barchino. Uno addirittura ci voleva offrire subito dei soldi se gli avessimo permesso di fare un giro in giornata.
La gente si ferma e ci fa le foto ma saremo il barchino piu' piccolo? ?
Guardiamo le previsioni e il giorno dopo si parte non prima di fare il pieno di cambusa. Camiano le abitudini e sostituiamo lo Spritz al Pastis. (scopriremo solo l'ultimo giorno che andava bevuto diluito)
In costa azzurra c'è sempre vento, brezza diurna e notturna e constatate le condizioni facciamo rotta verso il golfo di Villeneuve Loubet.
All' uscita del porto, circa 200metri, facciamo attenzione a non incappare nella scia dei traghetti per la Corsica. Prua al vento e primo respiro di sollievo, siamo al mare. Sulla destra la promede des Angles a sinistra il mare aperto. Tagliamo con rotta sul capo di Saint Lourent in un mare con una leggere onda lunga.
La differenza col lago si sente ma il Viko è decisamente piu' tranquillo sull' onda in mare. Il cielo è grigio ma il mare è calmo "meteo consult" da forza 2-3 al mattino con rinforzi a 4 nel pomeriggio. Non ci sono molte barche nella nostra rotta, superiamo solo qualche hobbie cat che poi faranno rotta inversa. Noi invece proseguiamo e doppiamo l'aereoporto di Nizza, è il punto piu' esposto e il vento aumenta, aumenta e si assesta sui 15 nodi.
Avevamo gia' ammainato
Siamo sul capo a destra solo scogli e le raffiche sfiorano i 20 nodi.
Prime ochette in lontananza. Mi guardo intorno e siamo a circa 5 miglia dal porto.
La zona la conosco bene ma siamo anche a 5 miglia da prossimo porto.
Il mare comincia a formarsi ma mi fido delle previsioni e decido consultandomi con Francesca di continuare la rotta e procedere con prua al vento.
Superato il capo siamo a circa due miglia dalla costa il vento si assesta sui 22 nodi di media con raffiche a 25.
Chiudiamo tutto e chiamo il porto di Saint Lourent per chiedere possibilità di ormeggio. Non riusciamo a copiare bene il segnare e nel frattempo il mare è pieno di ochette. Le onde al mascone non creano problemi ogni tanto il vento contribuisce a bagnarci ma è ancora divertente.
Decidiamo di far rotta verso Antibes perchè il vento soffia da Ovest e il port Vauban è il piu' riparato.
Senza gps è un casino la bussola serve a poco se non carteggi..
Viva la Lady Moura che con i suoi 40 metri all'ancora di fronte al porto ci fa da punto di riferimento.
Le onde non sono mai alte, siamo riparati da Capo d'Antibes. Il vento entra pero' e l'ultima raffica che leggo sull' St40 è di 26 nodi.
Perdo il cappellino.
Comincio a imprecare sul bollettino meteo -
Come inizio non è male
Sono praticamente a manetta e con la prua al vento la barca si frena. Son costretto a bordeggiare a motore. Siamo comunque in un forza 4 pieno. Entriamo in porto ma c'è sempre vento, son costretto a entrare quasi a manetta,
ormeggiamo senza far casini e dopo circa 5 ore di navigazione siamo un po' sconvolti. Vado in capitaneria e guardo il bollettino del porto, meteo france dava forza 4 forza 5 nel pomeriggio con raffiche a 35 nodi in serata verso sera.
Un po' storditi mangiamo in barca ma son costretto a togliere il tendalino prima che si strappi.
In porto con strumento accesso il vento è sui 22 nodi.
Ovviamente non vi dico le risate in banchina quando apparecchiamo in pozzetto e cominciano a volare piatti e bicchieri di plastica..
Mangiamo e andiamo sul forte a vedere il mare. Sirio è incastrato bene fra due barche.

La Francia non è l'Italia e la disponibilità di accogliere un barchino come il nostro è sempre massima. Considerando che siamo nel periodo piu' caldo dell'estate...
Generalmente sapendo un pochino di francese ho sempre preferito collegarmi via vhf ai porti poco prima dell' entrata, chiedendo disponibilità per la notte e dove dirigermi.
Il porto di Antibes accoglie circa 1200 imbarcazioni. A me sarebbe bastato bordeggiare al suo interno per divertirmi. E' enorme.

La mattina dopo siamo incerti se partire, durante la notte sono arrivati i 35 nodi e il mare è stato molto mosso.
Prendo il bollettino in capitaneria, segnano forza 2 e 3 nel pomeriggio.
Decidiamo di uscire non senza qualche problema per via degli immensi yacht. Il mare dal forte sembrava spianato al mattino ma quando usciamo dal porto c'è onda alta un metro, penso creata dalla differnza di fondali, facciamo mezzo miglio e decidiamo di non doppiare il capo di Antibes per non avere le onde al traverso.
Rientreremo in porto dopo un po' con un po' di amarezza con onda in poppa facendo slalom tra le immense barche...
In effetti quel giorno forza 2 e poi 3 han rispettato le previsioni ma non volevamo proseguire, Cap d'Antibes è molto esposto..
Cominciamo a renderci conto che le Porquerolles saranno irraggiungibili di questo passo..
Partiremo il giorno dopo, il vento arriva da ovest nuovamente forza 2-3 e il mare al mattino presto è spianato.
Doppiato Cap d'Antibes, bellissimo, mi veniva da piangere per l'emozione quando all' orizzonte si vedeva la Corsica.
Il sogno finisce presto, molto presto, golf Juan è di nuovo esposto, barche di pescatori, barche a motore a vela, canoe, sci nautico, gente trainata sopra strani oggetti galleggianti... insomma sembra di stare al lago la domenica pomeriggio..
Facciamo un giro in rada ma li' è pieno di onde causate dalle barche e usciamo in fretta puntando verso l'altro capo.
Di fronte a noi l'isola di Saint Lourent e S. Margherita.
Siamo a punta Croisette a Cannes, passiamo in mezzo tenendoci l'isola a sx e Cannes a dx.
Con carta nautica e Mancini in mano proviamo a seguire una barca per capire dove passaere, avevamo visto che il fondale li' non supera i 2,5 metri e ci son diverse boe e mede che segnalano dove passare.
Ma la nostra velocità non ci consente di seguire nessuno ad un certo punto siamo vicini a uno scoglio affiorante con sopra meda e faro.
La meda ci dice di tenerci a dx dello scoglio cosi' faremo fin quando Francesca vede davanti a noi l'acqua che crea strani piccoli frangenti con schiuma. URLA, DELFINI DELFINI DELFINI e corre a prendere la macchina fotografica. Io rallento vado a prua e vedo in trasparenza posedonia e a 10 metri da noi una scia di scogli e l'acqua che gli frange addosso.
URLO. CAZZO SCOGLI.
Viro immediatamente a destra e torno indietro.
Scioccati constatiamo che il Mancini non è proprio disegnato con le stesse distanze, ci è andata bene, viva il poco pescaggio del Viko.
Decidiamo di passare a filo della Croisette seguendo la scia di barche piu' grosse.

Cannes non è Nizza e lo si vede anche dalle barche che ci sono.
Ci assegniano un posto per barche piu' grandi alla modica cifra di 11€ a notte in mezzo a due yacht di qualche centinaio di migliaio di euro.
Francesca sbriga le pratiche in capitaneria mentre io lavo la barca, in mare non so perchè ma si sporca di piu'...
Quando torna ha una borsa con dentro della roba... le chiedo ma quanto ti è costata? No omaggio del porto dice...
Dentro ci sarà un piccolo portolano della costa, mappa di Cannes, avvenimenti di agosto, pistola per utilizzo acqua, riduzione attacco corrente elettrica, sacchetti per differenziata, informazioni su come ancorare etc etc...
Pomeriggio relax, decidiamo di prendere in noleggio le bici a gratis che il porto mette a disposizione.
Cannes è affollatissima gente da ogni parte del mondo, la promenade è piena di sceicchi e gente che gira in Ferrari.
Non ci piace molto questo lusso sfrenato, senza nulla togliere alle comodità del porto pertanto decidiamo il giorno dopo di far tappa alle isole.

l'Isola Sainte-Marguerite, senza l'ombra di un motore a scoppio, con una scelta di sentieri botanici fantastici sia lungo il perimetro sul mare che all'interno con boschi di pini, quercie ed eucaliptus (con tanto di etichette apposte ai piedi): paradiso di sole, di verde, di natura selvaggia, di calma e di freschezza; di colpo si stacca la spina, completamente, lontanissimi dalla folla casinara della Costa.
Consiglio caldamente la primavera come stagione ideale per visitarla.

Passiamo la giornata in tranquillità, Sirio al pontile, ma è utilizzabile fino a sera, dopo di che decideremo di dormire all' ancora sempre li'.
Un po' di ansia la sera, non abbiamo le previsioni meteo per il giorno dopo, è la prima volta che dormiamo fuori da un porto.
Finito la corsa del traghetto l'isola si svuota l'unico bar chiude e i pochi residenti vanno via.
Siamo noi e le altre barche all' ancora. Isola di sera fa un po' di paura a noi abituati al caos dei porti. Lo spettacolo è immenso.
Mi emoziono di nuovo quando conosceremo un tizio che vive li' in una barca di 7 metri.

Non era prevista la notte li' e la sera non troviamo da mangiare,
fortuna che avevamo fatto cambusa, mangeremo un risotto alla marinara
e una scatola di sardine.
Il tramonte è mozzafiato e la sera vediamo qualche stella cadente.
Non abbiamo acqua e corrente elettrica è strano per noi che non ci siamo abituati.

La mattina seguente ci alziamo alle 6:00, un onda di una barca mi fa svegliare bruscamente
Francesca ancora dorme, decido per una passeggiata e provo ad andare a vedere se il bar apre ma penso che prima delle 9:00, l'arrivo del primo traghetto non apra nessuno...
Non abbiamo molto in cambusa e ho paura che la batteria non duri per un'altra notte quindi decidiamo di salpare e proseguire girando intorno all' altra isola.
Sulla punta in relitto di un peschereccio affiora sugli scogli, ci fa stare molto all'occhio, il fondale è sempre intorno ai 2 metri ma la poseidonia a volte affiora in superficie. Ci teniamo lontani.
Dall' altra parte dell' isola molte barche sono ormeggiate all' ancora ma lo spazio è davvero poco e ci saranno circa una cinquantina di barche a vela sui 12-15 metri.. Facciamo un giro sempre in barca, siamo in mare aperto le condizioni sono buone lo spettacolo è questo.

E' passata gia' la prima settimana le Porquerolles sono troppo lontane, prendiamo la decisione di rimanere in zona, ci piace molto il posto.

Nel pomeriggio rientriamo sulla costa per goderci un po' di relax e finalmente una meritata cenetta.

1° maggio 2009
Sirio alla sVikolata del 1° maggio

Pasqua 2009
23 novembre 2008
Prima uscita

alla fine abbiam passato un buon week end.
Ecco, forse, il primo week end di barca come intendevo io.

Abbiamo dormito sabato notte sul VIko e devo dire che forse adesso è arrivato il momento di fare una piccola pausa invernale ;-) Almeno per quello che riguarda il dormire in barca.
Il mattino la brina ricopriva tutta la coperta. All' interno si stava benissimo la stufa faceva il suo dovere.

Ieri mattina, sveglia, colazione e via... si parte per far fare un giro al lago al mio amico di praga..
Il tempo non è dei più clementi. C'è vento e fa freddo. Alle 10 siamo già fuori dal porto. Decidiamo di fare un giro solo a motore per via delle raffiche e del lago che è pieno di piccole ochette. Siamo l'unica barca oltre al traghetto ;-)
Destinazione.. dove il lago comincia ad aprirsi oltre la rocca di Angera..
Fa freddo, Francesca si mette sotto coperta, il nostro amico a prua seduto davanti l'albero e io timono.
Paralleli e di fronte la rocca di Angera incominciano a formarsi un po' di onde ma poco fastidiose, ogni tanto un po' di schizzi d'acqua arrivano a prua ma la navigazione sempre a motore sembra molto sicura.
Lo spettacolo del lago che si apre è le montagne innevate come sfondo è immenso.
Provo un po' di andature per prendere confidenza con la barca e con il lago.
Rotta verso Arona e onde al traverso. La navigazione è sempre sicura ma il rollio della barca è fastidioso.
Ultima rotta verso lisanza con il sole che di prua tiepidamente ci riscalda, cominciano a vedersi le prime barche e noi rientriamo.
Ad accoglierci all' entrata del porto i due cigni che ci inseguono fino all' ormeggio.

Francesco

1 novembre 2008
Il varo